1. La pompa: introduzione
  2. Curva caratteritica
  3. Tubazioni e pezzi speciali
  4. Le pompe: i motori elettrici

La pompa > Prevalenza

La prevalenza (totale) della pompa rappresenta l'incremento di energia acquisito da 1 kg di liquido fra la sezione di entrata e di uscita della pompa stessa; generalmente si indica con H e si misura in J/kg oppure in m di liquido trasportato (m C. L.). Molto più comodo è parlare non di prevalenza bensì di prevalenza manometrica, indicata con Hman e misurata in m C.A. (metri di colonna d'acqua): affermare che una certa pompa dà una portata di 3 m3/h con una prevalenza manometrica di 12 m C.A., significa che quella determinata pompa riesce ad elevare una quantità d'acqua pari a 3 m3/h fino ad un'altezza massima di 12 m. Vale la relazione: Hman [m C.A.] = H[m C.L.] * ?[kg/dm3], con ? = massa volumica del liquido trasportato.
Tutte le pompe sono fornite di una targhetta che indica chiaramente, tra l'altro, la portata, la prevalenza manometrica e la loro interconnessione. Questi due parametri però non sono fissi, ma variano tra loro in modo inverso: quando aumenta uno, l'altro diminuisce e viceversa. Se i vari punti di funzionamento di una pompa vengono riportati in un diagramma cartesiano, dove sull'asse delle ascisse si pone la portata e sull'asse delle ordinate la prevalenza manometrica, si ottiene la cosiddetta caratteristica Q - Hman della pompa. (fig. 1)

 
Figura 1 - Curva caratteristica di una pompa centrifuga.

La curva caratteristica può essere "piatta" o "ripida" a seconda di come la pompa è stata progettata e a seconda dell'impianto in cui la pompa stessa deve essere inserita. Come si può notare dalla figura 2, le pompe che presentano una curva caratteristica piatta danno luogo a deboli variazioni di prevalenza per forti escursioni di portata, mentre le pompe che presentano una curva caratteristica ripida danno luogo a piccole variazioni di portata per elevate variazioni di prevalenza. Quindi le pompe del primo tipo saranno da preferire quando si desidera una prevalenza più o meno costante con una portata variabile entro ampi margini (è, per esempio, il caso delle pompe per impianti antincendio); viceversa le pompe del secondo tipo saranno da scegliere quando si vuole una portata pressoché costante con una prevalenza variabile entro un campo relativamente ampio (per esempio nel caso di pompaggio da pozzi, in cui si desiderano in genere portate costanti anche in presenza di elevate variazioni del dislivello geodetico).

Figura 2 - Curve caratteristiche piatta e ripida.